domenica 13 dicembre 2009

Berlusconi aggredito: colpito al volto da un simpatizzante dell' IDV.

Berlusconi aggredito: colpito al volto
L'aggressore arrestato: ha 42 anni
Il premier al San Raffaele: "Sto bene"
Aggressione al premier dopo il comizio a Milano. Un uomo, Massimo tartaglia, 42 anni, l'ha colpito al volto con una statuetta: arrestato. E' in cura da 10 anni al Policlinico. Berlusconi in ospedale: effettuata la Tac, prognosi 20 giorni. In piazza una contestazione e lui aveva replicato: "Vorreste trasformare l'Italia in una piazza che inveisce, che condanna. Vergogna". Folla sotto choc: "Tutta colpa di Di Pietro". Bonaiuti: "Era preoccupato dal clima d'odio". Il padre di Tartaglia: "Votiamo Pd ma l'odio non ci appartiene, Massimo è psicolabile.
C' è Post@ per Silvio Berlusconi...
Corrado Mazzotta ha detto...
Insieme con la mia famiglia invio i più sentiti auguri per una pronta (come sempre!) guarigione e per una ripresa ancor più incisiva della sua lotta al catto-comunismo italiota. La scongiuro di non abbattersi per questa ennesima durissima prova d' intolleranza che si è abbattuta sulla sua persona. Tutti coloro che lo hanno votato sono sicuramente in questo momento a Lei vicini e il gesto di un pazzo isolato (fomentato dal clima di intimidazione e di odio che le hanno creato attorno) servirà soltanto a rafforzare il consenso degli Italiani ONESTI nei suoi confronti. Cordialissimi saluti ed auguri di pronta guarigione ed anche per l'imminente Natale a Lei ed alla sua famiglia.
Corrado Mazzotta.

sabato 5 dicembre 2009

Berlusconi, meglio i fatti del governo o Spatuzza?

Verrebbe da dire che oggi, con le dichiarazioni del "collaboratore di giustizia" Spatuzza abbiamo toccato il fondo...ma parlando degli attacchi contro il nostro presidente, al peggio non c'è mai fine.
Noi dobbiamo opporre a queste calunnie i fatti del governo. E in questo caso i fatti dicono che mai nessun governo ha avuto così tanti successi contro la mafia in così poco tempo.

MAI COSI' TANTI SUCCESSI CONTRO LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

GOVERNO BERLUSCONI
Maggio 2008-ottobre 2009 Differenza rispetto ai 18 mesi precedenti
OPERAZIONI DI POLIZIA 377 +53%
ARRESTI 3.630 +22%
LATITANTI ARRESTATI 282 +87%
Tra 30 più pericolosi 15 +67%
Tra i 100 più pericolosi 37 +131%
BENI SEQUESTRATI 5.629 milioni di euro +56%
BENI CONFISCATI 1.753 milioni di euro +364%

C' è Post@ per Silvio Berlusconi
Francesco ha detto...
Caro Presidente,
voglio ringaziarla anche a nome di tutta la mia famiglia, di quello che ha fatto e sta facendo per il nostro amato Paese.
Finalmente mi sento orgoglioso di essere italiano.
Non oso immaginare cosa sarebbe diventata l'Italia se durante la crisi ci fosse stato al governo Prodi.
La sinistra cerca di ridicolizarla ed infangarla in tutte le maniere, ma non si preoccupi, gli Italiani sono con lei e la sosterranno sempre.
Auguri Presidente
Buon lavoro
Francesco

lunedì 26 ottobre 2009

Berlusconi aveva avvisato Marrazzo, "Attento gira un video su di te"

(Nella foto, Il transessuale brasiliano Natalie che il governatore del Lazio Piero Marrazzo frequenta).
Berlusconi lo aveva avvertito. Il governatore "sospeso" Piero Marrazzo venne avvisato del ricatto. Ossia che quattro carabinieri della sezione Trionfale di Roma avevano confezionato un video compromettente. Girato ai primi di luglio in via Gradoli.
Ad avvisare Marrazzo - confermano a "Repubblica" - fu lo stesso primo ministro. Ad un settimanale del suo gruppo editoriale, "Chi", i ricattatori avevano infatti offerto l'intero pacchetto. E a quel punto, il direttore del periodico informò il presidente del Consiglio. Berlusconi si dichiarò contrario alla pubblicazione dell'intera vicenda. E nell'avvertire Marrazzo diede garanzie sul comportamento dei media di sua proprietà. In particolare di quelli riferibili alla Mondadori.
Una versione che lo stesso Cavaliere ha confermato ai suoi fedelissimi precisando di non essere intervenuto nella vicenda e di aver anche indicato agli "ambasciatori" del Governatore chi aveva proposto l'acquisto del video. Nella sostanza aveva suggerito di contattare i detentori del filmato per provare a ritirarlo dal mercato. Anche se, chi è stato coinvolto nell'inchiesta, non esclude che le garanzie fossero state basate proprio sulla avvenuta acquisizione e sulla messa in sicurezza del filmato. La circostanza, comunque, smentisce un'altra delle dichiarazioni del governatore che aveva sostenuto di non aver saputo nulla di quanto lo stesse per travolgere fino al 21 ottobre scorso.
Intanto il procuratore capo di Roma apre un ventaglio di accertamenti. Soldi, droga e auto blu. Si dovrà stabilire se c'è stato un uso improprio della vettura di servizio. Gli inquirenti vogliono verificare se si tratta di un montaggio o se davvero - come sembrerebbe dal filmato - Marrazzo andava a casa del trans, in cima alla Cassia, con l'auto di servizio. Soltanto dopo la verifica il procuratore Ferrara deciderà se aprire un'inchiesta. Si faranno inoltre accertamenti patrimoniali e bancari.
Chi portò la coca? Una serie di verifiche parte oggi anche sul fronte dell'indagine contro i quattro carabinieri arrestati con l'accusa di aver ricattato il governatore per il video hard. Confermando la custodia cautelare, il gip Sante Spinaci, risponde che la droga è stata portata dai carabinieri.
Eppure la Procura disporrà un approfondimento d'indagine. In base ad una intercettazione telefonica in cui i carabinieri arrestati dicono a chiare lettere: "con quel video faremo i soldi". Il gip nell'ordinanza ha raccolto integralmente i motivi del pm accusando dunque i militari "di aver fatto il video con un cellulare per incastrare il presidente, di avere introdotto nell'appartamento del transessuale Natalì la cocaina con un piano premeditato finalizzato al ricatto". E, dunque, di avere estorto a Marrazzo "tre assegni del valore complessivo di 20.000 euro". E ancora di aver rapinato il governatore "di duemila euro in contanti e di averne sottratti tremila al transessuale". Si chiama motivazione per relationem, connessa al provvedimento secco di custodia contro Luciano Simeone e Carlo Tagliente, che avrebbero fatto l'irruzione nella casa di via Gradoli e girato il video compromettente. Contro il maresciallo Nicola Testini, contro Antonio Tamburrino, accusato di averlo ricettato, il giudice ha sostanzialmente incollato il decreto con il quale il pubblico ministero ha chiesto gli arresti.
Fonte:Repubblica.it
C' è Post@ per Silvio Berlusconi...
Caro Silvio, sono un elettore del P D L .. da un lato la ammiro per quello che fa per noi italiani.. pero' non posso fare a meno di pormi una domanda ....ma chi glielo ha fatto fare?? Logorarsi la vita per risolvere i problemi dell' Italia , e' sicuro che ce lo meritiamo?? ,, comunque ha tutto il mio sostegno, grazie e tanti auguri

giovedì 8 ottobre 2009

Berlusconi: Vado avanti, la Consulta é di sinistra.

"Vado avanti" dice Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Grazioli dopo la sentenza della Corte costituzionale sul lodo Alfano. "La Consulta e' politicizzata, e' di sinistra".
Con il passare dei minuti, dopo la sentenza della Consulta sul lodo Alfano, mentre Silvio Berlusconi si sta recando a Palazzo Venezia, per visitare la mostra 'Il potere e la grazia', le misure di sicurezza sono diventate via via più stringenti.
La stampa, italiana ma anche straniera, presente in gran numero davanti all'abitazione è stata prima invitata a stare rigorosamente sopra il marciapiede controllata a vista da un cordone di poliziotti. Poi si è deciso addirittura di creare un cordone di transenne che tiene a debita distanza fotografi, cameramen e giornalisti, ma anche cittadini, e ha di fatto creato un percorso protetto per il passaggio del premier. Non solo, tutta via del Plebiscito, da piazza Venezia fino all'incrocio con via degli Astalli, è stata completamente chiusa al traffico.
C'è posta per Silvio Berlusconi...
Presidente Lei ha ragione .... il popolo della sinistra è consumato da una profonda invidia e frustrazione ad iniziare da chi li rappresenta ... come cristiano li perdono ma sono veramente meschini ! Le faccio i miei migliori auguri
Franco Tofanari, Firenze

martedì 29 settembre 2009

Buon Compleanno Presidente!

giovedì 24 settembre 2009

Silvio Berlusconi nobel per la pace 2010.

Perchè Silvio Berlusconi?
"Un uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo".
A cura di:
Giammario Battaglia
Promotore del Comitato della Libertà per il Premio Nobel della Pace a SIlvio Berlusconi
Nato a Milano, il 29 settembre del 1936, nel 1962 inizia la sua attività di imprenditore nel settore edile. Diventa il primo operatore italiano nella realizzazione di centri residenziali e centri commerciali (Milano 2, Milano 3, il Girasole). Nel 1980 fonda Canale 5, la prima rete televisiva nazionale, a cui si aggiungono Italia 1 (1982) e Rete 4 (1984). Grazie al successo ottenuto in Italia diffonde la televisione commerciale in Europa: in Francia con La Cinq (1986), in Germania con Telefünf (1987), in Spagna con Telecinco (1989).
Nel 1992, scoppia il caso giudiziario di Tangentopoli ed un’intera classe politica viene azzerata.
Poichè il Paese rischiava di finire nelle mani delle Sinistre, che prospettavano un futuro illiberale e di povertà, il 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi prende la decisione di abbandonare la sua attività imprenditoriale, per dedicarsi interamente alla politica e per contrastare la possibile dittatura silenziosa della gioiosa macchina da guerra, messa in campo da Achille Occhetto, ex segretario del Partito Comunista Italiano, poi PDS.
Fonda Forza Italia e si afferma alle elezioni politiche nel 1994 e nel 2001, diventa Capo del Governo, ma non riesce a realizzare compiutamente il suo programma elettorale di rinnovamento dell’Italia, a causa dell’opposizione di alcune forze politiche della sua stessa maggioranza, troppo legate a logiche di partito.
Il 10 aprile 2006 perde, per pochi voti contestati, le elezioni, ma, il 2 dicembre 2006 più di un milione di italiani riuniti in Roma gli chiedono un atto di coraggio e di liberarsi dall’abbraccio mortale di alcuni dirigenti politici incapaci di lavorare per un’Italia migliore, e, soprattutto del Governo Prodi, incapace, quest’ultimo di risolvere qualsiasi problema, e che aveva portato il prestigio italiano all’estero ai minimi storici.
L’immagine dell’Italia nelle tv di tutto il mondo era, infatti, quella di Napoli sommersa dai rifiuti.
Il 18 novembre 2007 in Piazza San Babila a Milano annuncia di voler costituire un nuovo partito, al fine di riunire tutti i moderati ed il 14 aprile 2008, dopo la caduta del Governo Prodi, viene rieletto in Parlamento e nominato Capo di Governo.
In soli 100 giorni risolve il problema dei rifiuti a Napoli ed il 29 marzo 2009 fonda il Popolo della Libertà.
L’Italia, che per copa delle Sinistre, si era mostrata per ben due anni, dal 2006 al 2008, subalterna in Europa, ondivaga nella politica in Medio Oriente, incerta nei confronti delle minacce del terrorismo internazionale, nei rapporti con gli Stati Uniti e con la Nato, titubante nel mantenere gli impegni presi, grazie a Silvio Berlusconi riacquistava la fiducia internazionale ed il ruolo che le spettava come Paese fondatore dell’Unione Europea.
Silvio Berlusconi ha rinsaldato il legame con gli Stati Uniti, ha mediato nella crisi in Georgia dell’agosto 2008, e tra USA e Libia, ha svolto, inoltre, un ruolo riconosciuto e autorevole per giungere a una pace duratura tra Israele e Palestinesi, ha ricreato tra Stati Uniti e Federazione Russa lo stesso clima di dialogo e di amicizia che era sfociato nel vertice di Pratica di Mare del 2003, e che pose definitivamente fine alla Guerra Fredda.
CRISI RUSSIA-GEORGIA: LA MEDIAZIONE DI SILVIO BERLUSCONI
«Mai avremmo ottenuto un accordo tra georgiani e russi se Berlusconi non avesse fatto valere i suoi antichi legami di amicizia e fiducia con Vladimir Putin » (Nicholas Sarkozy, 24 febbraio 2009).
«Con Berlusconi ci siamo sentiti per mettere fine alla guerra. Mi piace. Ha dato prova di essere una persona intelligente, capace di muoversi con efficacia a livello diplomatico» (Mikhail Saakashvili, 19 maggio 2009).
Nei giorni più difficili della crisi il presidente Berlusconi ha messo in campo i suoi buoni rapporti con Vladimir Putin per fermare la guerra in Georgia e impedire lo scontro in campo aperto tra i due eserciti. Successivamente, il premier si è adoperato per fare in modo di giungere a una soluzione equilibrata della questione, assicurando il forte contributo dell’Italia all’azione condotta da Nicholas Sarkozy, presidente di turno dell’Unione Europea. Il Consiglio europeo straordinario tenutosi il primo settembre a Bruxelles, ha fatto propria la linea del “buon senso” fortemente auspicata dall’Italia. Da un lato l’Europa ha stigmatizzato il comportamento russo nel Caucaso e ha confermato la richiesta alla Russia di completare il ritiro delle sue truppe dalle zone occupate come condizione per negoziare accordi commerciali con Mosca; dall’altro lato non si sono imposte sanzioni e non si è interrotto il dialogo con la Russia, partner strategico irrinunciabile per la stabilità del mondo. L’Europa non può permettersi di considerare quello di Mosca un governo ostile, perchè senza la Russia non è possibile affrontare le delicatissime situazioni in Iran, Afghanistan e nel Medio Oriente. Se la crisi in Georgia non fosse stata risolta positivamente e si fosse ripiombati in un clima da nuova guerra fredda, sarebbe stata una catastrofe.
SILVIO BERLUSCONI E LE MISSIONI ITALIANE DI PACE
Silvio Berlusconi, consapevole dei doveri propri di una grande democrazia, ha sempre sostenuto, contro il parere contrario delle Sinistre, l’invio dei nostri militari nei territori di guerra, al fine di impegnarli in missioni di pace e di contrasto al terrorismo internazionale.
I militari italiani infatti sono apprezzati, ascoltati e richiesti, per le loro capacità e per i risultati ottenuti sul campo. In tutti i contesti in cui sono impiegati, le donne e gli uomini dei nostri contingenti si fanno apprezzare per il loro coraggio, la loro preparazione, la loro umanità, la loro capacità di entrare in relazione con le popolazioni civili che sono chiamati a proteggere.
SILVIO BERLUSCONI ED IL TRATTATO CON LA LIBIA
Silvio Berlusconi non solo è stato l’artefice delle positiva mediazione tra USA e Libia e della ripresa dei rapporti diplomatici tra i due Stati, ma è stato il protagonista della storica firma del trattato di amicizia e di cooperazione con la Libia.
Il trattato ha chiuso la questione del riconoscimento dei danni morali e materiali per il tempo in cui la Libia è stata una colonia italiana (1911-1945).
L’Italia, grazie a Silvio Berlusconi, è il primo Paese che nel rapporto con una ex-colonia ha riconosciuto le proprie responsabilità con atti concreti.
Muammar Gheddafi nella conferenza stampa del 10 giugno 2009 a Villa Madama ha dichiarato: “Un'era si è chiusa e ne è iniziata una nuova”. “I governi precedenti - ha detto Gheddafi - hanno fallito. Con loro non siamo riusciti. Quella di Berlusconi è stata una decisione storica coraggiosa, nel chiederci scusa per il colonialismo".
"Berlusconi è un uomo di ferro che ha preso una decisione storica".
"Riconoscere" la sofferenza creata, ha continuato Gheddafi, ha avuto il valore di "un simbolo di condanna … del dolore arrecato al nostro popolo”.
Ha poi concluso Gheddafi: “l'Italia è l'unico tra gli Stati coloniali a cui non possiamo rimproverare nulla, perché si è purificato da politiche imperialiste”.
NOMINA RASMUSSEN SEGRETARIO GENERALE NATO
Grazie ai buoni rapporti creati in questi anni, in questo caso soprattutto con la Turchia, e grazie alla ottima considerazione internazionale conquistata con il buon governo, Silvio Berlusconi ha anche avuto un ruolo decisivo nella nomina di Anders Fogh Rasmussen a segretario generale della Nato. Nella conferenza stampa finale del vertice Ue-Usa, il premier ha spiegato: "Tutti oggi mi sono stati grati e mi hanno ringraziato per il lavoro fatto con Erdogan. Senza il nostro intervento - ha sottolineato - non ci sarebbe stata la possibilità di arrivare alla nomina del nuovo segretario generale, e questo sarebbe stato un fatto gravissimo".Infatti il premier italiano ha avuto una lunga conversazione con Erdogan durante la fase negoziale per la nomina del nuovo segretario. La Turchia era l'unico Paese della Nato che si opponeva all'elezione di Rasmussen.

Aderisci anche tu
Per aderire alla proposta di candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la pace del 2010, ti invitiamo a scaricare il modulo qui in basso, compilarlo e spedirlo o all'indirizzo di posta qui indicato:

COMITATO DELLA LIBERTA'
Casella postale, n. 10330
Via Beethoven, 36
00144 Roma
o per fax al numero: 0689282765 oppure 0689282766

o per email:
info@silvioperilnobel.it
Modulo_di_adesione

venerdì 11 settembre 2009

Disinformazione: Le falsità dei media

Non è forse giusto pensare che il nostro sia un Paese povero: per la capacità dei suoi abitanti, per la grandezza della sua storia, per lo splendore della sua arte e le sue bellezze naturali e per la laboriosità dei più....Ma in quel "Povera Italia" dedicato dal premier a suggello dei giornali che descrivono un Paese che non esiste e commentano con sussiego una visione della realtà politica e sociale troppo spesso distorta, c'era insieme una punta di amarezza e disgusto, di rassegnazione e di rabbia! E' una vecchia storia, trita e ritrita che si ripete durante la stagione del governo Berlusconi, della nascita del Popolo della Libertà e soprattutto –l'occasione non è affatto casuale – quando l'opposizione è ai minimi termini in uno stato di confusionale debolezza che ne mina l'iniziativa e la leadership. Sono queste le stagioni in cui la mosca cocchiera di certa stampa agisce indisturbata e dipinge ai pochi italiani che la leggono una immagine stravolta. Ecco che lo scandalo usato come arma politica per mesi dalla Repubblica trova negli editorialisti compiacenti di quotidiani e settimanali non necessariamente di sinistra, la massima enfasi. E anche il diretto concorrente del quotidiano di De Benedetti, il grande giornale della democrazia liberale e di quella che fu la Capitale morale d'Italia, spesso subisce la linea di Scalfari e dei suoi eredi con lo stesso stile che costituì l'etichetta e la condanna di Veltroni: "Sì, ma anche". Prendiamo ad esempio l'ultimo articolo di fondo di uno storico di vaglia come il professor Galli della Loggia: deve, e forse vuole, difendere una libertà di stampa che il premier, il governo e il Pdl si guardano bene dall'attaccare salvo per chi grida all'attacco perché ha una robusta coda di paglia. E così usa molte righe di inchiostro per dirci che Berlusconi ha sbagliato a querelare i due giornali che hanno provato e provano a massacrarlo...naturalmente nell'immagine e in che cos'altro? Salvo, in conclusione, accorgersi che la difesa astratta della libertà di stampa è inutile, soprattutto se l'attacco è inventato da quei giornali, anzi da quel giornale (La Repubblica) che usa la clava dell'aggressione personale per cercare di far dimettere un Presidente del Consiglio e di far cadere un governo e una maggioranza che hanno il pieno consenso dei cittadini. Si dirà che è meglio il ravvedimento finale che nulla, ma non si capisce perché uno storico di vaglia non abbia il coraggio di cominciare l'editoriale dalla notizia, senza arrivare a metterla in fondo al pezzo!
Un discorso a sé stante meriterebbero alcuni giornali cosiddetti indipendenti, se non addirittura fiancheggiatori. E' proprio vero che spesso i peggiori nemici non sono affatto coloro che hanno un'opinione diversa dalla nostra, quanto coloro che concordano con noi ma che, per motivi diversi, per prudenza o prepotenza o viltà non sono in grado di professarsi di quella opinione. Ecco perché, in un attimo più di denuncia che di scoramento, quel "Povera Italia" ha il senso di un richiamo e invoca l'impegno di una sana reazione. (Forzasilvio.it)
E' oltremodo chiarissimo che la sinistra, avendo perso la speranza di tornare al governo, ha imbastito trappole, gossip vergognoso, agguati di fotografi appostati da anni a villa certosa e altre meschinerie, solo per uno scopo ben preciso.CERCARE DI IMPEDIRE CHE SILVIO BERLUSCONI POSSA APIRARE AL QUIRINALE. Silvio tieni duro.SILVIO FOR PRESIDENT subito!!!